lunedì 16 novembre 2009

V (2009)

Sto seguendo - con eccitazione calante - la nuova serie di Visitors in onda in questi giorni sulla ABC. Immagino che chi mi legge ricorda la serie sui lucertoloni e lucertolonesse mangiauomini in onda negli anni '80 anche da noi.
Questo è il remake adattato ai giorni nostri e ovviamente adattato alle nostre paure.

La terra viene visitata da 26 astronavi aliene, che vanno a mettersi sul cielo di altrettante città. La leader dei "Vi", Anna, annuncia che si tratta di una visita amichevole, che loro desiderano solo acqua ed un materiale molto comune slla terra, e che in cambio doneranno la loro conoscenza, "change", "hope" e "universal health care"... Vi ricorda nulla?

Rispetto ala prima serie - almeno come la ricordo io - in questa i Vi hanno già infiltrato la Terra, finendo per occupare posti chiave nei governi e negli eserciti al fine di facilitare la presa del potere, vero scopo della "visita". Viste le paranoie correnti, ci viene spiegato insomma che i Vi si sono comportati come una "sleeping terrorist cell". Alcuni umani lo sanno e si organizzano per costruire la resistenza

Visioni del futuro
La civiltá umana è quella che abbiamo sotto gli occhi, ma siccome gli alieni sono più avanzati, ed immaginando che il senso della storia sia progressivo - e dunque loro sono 'più avanti', quindi nel futuro rispetto a noi - possiamo usare la loro tecnologia come parametro.

Trasporti
Le astronavi restano ferme sul cielo delle città, a quota "aeronautica", per così dire, senza rumore. Un qualche genere di sistema gravitazionale sembra all'opera, dunque. Per contro, le navette usate come spola sembrano dotate di sistemi propulsivi assai simili ai nostri turbojet, senza però richiedere l'uso di ali.

Armi
Non ci sono stati grandi combattimenti, finora, ma in un'occasione i Vi si sono serviti di una palla di cristallo volante (anche qui senza rumore o propulsione apparente) in grado di agire come sistema di rilevazione (audio, video e termografia) e come arma. La sfera infatti può sparare dei dardi di cristallo a 360°, anche se solo dalla posizione equatoriale. Sistema assai inefficiente, visto che lascia illeso chi si trova al di sotto la palla stessa, ma silenzioso.
Per eliminare i superstiti, un gruppo di Vi li assale all'arma bianca e con qualche mossa di arti marziali (ormai imprescindibili in qualunque film d'azione).

mercoledì 11 novembre 2009

Zardoz (1974)

La storia è innegabilmente il parto di una mente anni '70, non necessariamente lucida. Solita futuribile distopia: sulla terra abbiamo degl'immortali inetti (e impotenti, nel senso scandalistico della parola) che vivono in una sorta di idilliaco agriturismo per figli dei fiori, popolato da donne scarsamente vestite (ma comunque coperte, ahimè) e da ragazzotti. Questi giovinotti sono sostenuti alimentarmente da dei mortali abbrutiti divisi in due categorie: gli sterminatori, adoratori di Zardoz e da questo dotati di armi da fuoco, e degli altri umani inermi che vengono dai primi o uccisi o utilizzati per coltivare il grano, poi donato a Zardoz.
Zardoz non è altro che lo strumento di controllo usato dagl'immortali per soggiogare i mortali...

Questo spunto è interessante, perchè ribalta la più famosa distopia del genere, quella di Wells ne "La macchina del tempo", dove gli eleganti Eloi, giovani e belli, vengono nutriti dai brutali abitanti del sottosuolo (nun me ricordo come se chiamano, e sono troppo pigro per cercarlo), che a loro volta se ne cibano... Qui invece sono i finocchi e lesbichette elegantoni a schiavizzare i bruti.

Zed, uno degli sterminatori, interpretato da un Sean Connery veramente cafonissimo (per tutto il film indossa solo una mutanda rossa ed una bandoliera incrociata dello stesso colore), riesce ad introdursi in uno dei villaggi degli immortali (il Vortex) dove viene catturato, grazie ai poteri telepatici dei nostri fricchettoni.

Si formano due fazioni: quelli che vorrebbero eliminarlo per paura della contaminazione, e quelli che invece vorrebbero "studiarlo" - per l'ovvio motivo che questo è un bruto, ma "arma", e la fazione femminile è sovrarappresentata nell'agriturismo...

Attraverso gli occhi di Zed apprendiamo però che non tutto è roseo per gli immortali: intanto l'immortalità è loro imposta da un oggetto chiamato Tabernacolo (!) e tutti hanno provato almeno un paio di volte a suicidarsi, ovviamente senza successo. Il gruppo però ha delle stringenti regole interne e chi le viola è condannato ad invecchiare. Alcuni si ammalano di apatia, e rimangono in questo stato da sonnambuli per l'eternitá. Inoltre, come già accennato, a fronte di tutte queste giovinette discinte non c'è manco un "membro" della comunità perfettamente funzionante. Senza contare poi che con tutta 'sta tecnologia - così sofisticata da essere indistinguibile dalla magia, per citare il buon A. C. Clarke - questi si devono fare il pane da soli.

Insomma, Zed rimane e si innescano le dinamiche misogine che è facile immaginare, incluse 'ste donne che si guardano e riguardano (attraverso un visore della memoria) una scena di stupro di cui il nostro Zed si era reso protagonista nella sua veste di Sterminatore... Per farla breve, la più carina del Vortex si innamora di Zed e lo aiuterà a sconfiggere il Tabernacolo, liberando tutti dal dono dell'immortalità. Lo spegnimento del tabernacolo permette aglöi sterminatori di entrare e questi, fedeli al loro nome, una volta dentro stermineranno quasi tutti.

Visioni del futuro
Armi
Su questo fronte non c'è molto da dire: le armi che Zardoz offre agli sterminatori sono le armi da fuoco standard degli anni settanta. Questi in proprio si dotano di lance, ma insomma nulla di innovativo.
Nel Vortex non ci sono armi, ma gli immortali sono in grado di difendersi usando poteri telepatici.

Comunicazioni
I telefoni non appartengono all'immaginario futuro del film, però gl'immortali hanno un anello che permette di comunicare col tabernacolo. Le domande sono poste vocalmente, le risposte sono multimediali: vocali e video. Il video vien proiettato dall'anello su una qualsiasi superficie. Si tratta dunque di un'applicazione client-server non dissimile dal nostro accesso ad Internet, se non che la fonte delle informazioni è una sola.

Intelligenza artificiale
Il Tabernacolo ha alcune caratteristiche di un'intelligenza artificiale, salvo forse l'autoconsapevolezza - o almeno il desiderio di autopreservazione. La sua capacità di comprendere il linguaggio umano appare molto elevata, anche se di solito ci i personaggi si limitano a porgli domande dirette.